Chiudersi a riccio per paura

Psiche Nessuno e Centomila

Una delle cose più difficili da riconoscere a se stessi è il proprio stato di infelicità. Si cede facilmente alla tentazione di imbavagliarlo, di nasconderlo dietro un sorriso di circostanza, di barattarlo con la prima distrazione a portata di mano. Lasciarlo libero di manifestarsi farebbe cadere ogni difesa e invece si preferisce preservare le corazze perchè non passano mai di moda e si abbinano a tutti i colori dell’umore.
E’ faticoso dirsi infelici perchè obbliga a cercare una soluzione e non sempre si ha tempo a disposizione o voglia di rassettare le stanze interiori. E poi quella faccenda tanto in voga del guardarsi dentro è un atto che implica molto coraggio, una buona Continua a leggere

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Il Dolore dell’Abbandono

Il Lutto Amoroso

L’esperienza dell’abbandono da parte della persona amata è talmente devastante sul piano psichico per via dei vissuti dolorosi e difficili da tollerare, che si ha la sensazione che i pezzi di vita, i ricordi, le immagini che scivolano via sul pavimento, non troveranno mai più una collocazione rassicurante. Si deve alla psichiatra svizzera Elisabeth Kübler Ross l’elaborazione di un modello teorico in grado di spiegare le diverse fasi connesse all’elaborazione di una separazione. Frutto della sua lunga esperienza clinica con i malati terminali, tale modello dimensionale, elaborato nel 1970 e pensato per l’elaborazione del lutto, distingue cinque fasi di intensità e durata variabile sulla base di Continua a leggere

Umberto Eco e la Lectio Magistralis nell’era dei Social

Psiche Nessuno e Centomila

Qualche giorno fa, la prestigiosa Aula Magna “Cavallerizza Reale” di Torino, gremita di Autorità e di giornalisti, ha fatto da sfondo alla cerimonia per il conferimento dell’ennesima Laurea Honoris Causa ad uno dei maggiori esponenti del nostro panorama culturale. La tesi sostenuta da Umberto Eco nel corso della contestuale Lectio Magistralis, secondo la quale Internet vanterebbe il triste primato “di aver promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”, ha scatenato un vespaio di “polemiche 2.0” che tardano a placarsi. Nonostante il Professore avesse dettagliatamente spiegato il significato della sua affermazione Continua a leggere

Sofferenza Emotiva. La strategia difensiva del riccio

Annarita Arso Psicologa Brindisi

Il dolore cambia profondamente le persone. Nessuno sarà più lo stesso dopo un lutto, una separazione, un tradimento. Le ferite si possono rimarginare, ma le cicatrici ricorderanno sempre quel che è stato e ciò che non potrà più essere. Tentare di scoraggiare il dolore ignorandolo, serve solo a spostarlo altrove, poiché quando la sofferenza diviene intollerabile, la mente afferisce a difese sempre più rigide e disfunzionali: la negazione, la proiezione, l’identificazione proiettiva sono solo alcune delle tante “etichette” utili al clinico per classificare nient’altro che modalità di sopravvivenza al dolore psicologico, quando questo supera la soglia soggettiva di sopportazione.  Continua a leggere

Dalla Negazione all’Accettazione. Raccontare il Dolore per trasformarlo

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Quando si subisce una perdita, si diventa ostaggio di stati emotivi angoscianti e travolgenti. L’incredulità si alterna al senso di impotenza, il dolore alla negazione della realtà. Spesso si tende a soffocare questi vissuti, a ignorarli, sperando, in preda ad una sorta di pensiero magico infantile, che improvvisamente scompaiano. Il tentativo di inibirli influisce negativamente sul processo di comprensione e rielaborazione dell’evento doloroso (trauma, lutto, separazione). Prevale la sensazione di aver smarrito anche una parte di se stessi: quella parte di noi intrinsecamente legata a ciò che abbiamo perduto. Si oscilla tra la consapevolezza del cambiamento e l’incapacità di accettarlo: acconsentirvi (ovvero accettare la perdita) significherebbe rivedere il proprio Progetto di Vita, con tutte le aspettative e le speranze ad esso connesse. Continua a leggere