Psicologia dell’Invidia

Invidia

Il vissuto di invidia, così come viene comunemente inteso, altro non è che il desiderio di possedere qualcosa che appartiene a qualcun altro e di cui si sente profondamente la mancanza. L’inadeguatezza sperimentata e il senso di impotenza per l’impossibilità a realizzare il proprio Sé ideale, si traducono in rabbia nei confronti di chi, ai propri occhi, appare pienamente soddisfatto del proprio valore. Come se fosse il successo dell’altro ad oscurare le proprie risorse e potenzialità. L’invidia ha pertanto una forte componente di ambivalenza: al desiderio smisurato di possedere ciò Continua a leggere

AAA Amore Cercasi. Astenersi Cenerentole e Principi Azzurri

Psiche Nessuno e Centomila

Ogni incontro è costellato da una miriade di aspettative. Tutta colpa della rappresentazione mentale dell’altro che ognuno si costruisce meticolosamente per tutta la vita e con la quale si presenta al primo appuntamento. Una rappresentazione per lo più inconscia che si traveste da abito su misura da porgere all’ignaro partner. E non importa se questi ha gusti divergenti in fatto di look o semplicemente indossa una taglia diversa. All’inizio di ogni relazione di coppia, ciascuno pretende che l’altro indossi i panni del proprio Principe Azzurro o di quella che si figura come Donna Ideale. Inizia così l’idilliaca fase dell’idealizzazione, in cui ci si innamora della propria Continua a leggere

Sul Vittimismo

Il vittimista si riconosce da un costante atteggiamento improntato alla negatività e alla lamentela, caratterizzato da sentimenti di sfiducia e difficoltà nella gestione della rabbia. Ripete ossessivamente quanto siano stati ingenti le presunte ingiustizie subite e s’ingegna per dimostrare che nulla sarà in grado di consolare la propria sofferenza. E’ ipercritico nei confronti degli altri, diffidente e sospettoso; appare rigido nel pensiero e intransigente nei comportamenti. Tende a stigmatizzare ciò che non approva e mostra insofferenza verso chi non appare sensibile alle sue tristi vicissitudini. Ciò che più lo contraddistingue però è la pervasiva Continua a leggere

Umberto Eco e la Lectio Magistralis nell’era dei Social

Psiche Nessuno e Centomila

Qualche giorno fa, la prestigiosa Aula Magna “Cavallerizza Reale” di Torino, gremita di Autorità e di giornalisti, ha fatto da sfondo alla cerimonia per il conferimento dell’ennesima Laurea Honoris Causa ad uno dei maggiori esponenti del nostro panorama culturale. La tesi sostenuta da Umberto Eco nel corso della contestuale Lectio Magistralis, secondo la quale Internet vanterebbe il triste primato “di aver promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”, ha scatenato un vespaio di “polemiche 2.0” che tardano a placarsi. Nonostante il Professore avesse dettagliatamente spiegato il significato della sua affermazione Continua a leggere

La Sindrome della Principessa Triste

Annarita Arso Psicologa Brindisi

Forse qualcuno avrà già sentito parlare della cosiddetta “Sindrome della Principessa triste“. Quest’espressione, lungi dal far riferimento ad una categoria diagnostica riconosciuta, serve a connotare in modo metaforico e anche un pò suggestivo, specifiche difficoltà (relazionali/sessuali) che affliggono alcune donne. Richiamando alla mente la condizione infantile di quelle Principesse imprigionate nella torre più alta del castello in attesa di essere salvate dal Principe Azzurro, tale espressione fa riferimento alla tendenza a congelare per molti anni il risveglio pulsionale tipico delle fasi adolescenziali, Continua a leggere

Il Vittimista e l’arte del farsi compatire

Annarita Arso Psicologa Brindisi

E’ fin troppo semplice la distinzione tra una “vittima” e un “vittimista”: la vittima ha subìto un torto, una violenza, un’offesa; il vittimista no, ma se ne lamenta ugualmente senza ragione. Si pensi al genitore che dopo essersi opposto ostinatamente alla scelta affettiva della figlia, adducendo motivazioni inconsistenti ed offensive (“lui non è alla tua altezza, meriti un partito migliore, proviene da una famiglia modesta, non è abbastanza istruito”) trascorra il resto della sua esistenza a lamentarsi con chiunque gli capiti a tiro che il genero lo va a trovare raramente, che gli ha “rubato” la figlia sottraendola alla sua ala protettiva e che non si era sbagliato affatto sul suo conto. Continua a leggere

Sofferenza Emotiva. La strategia difensiva del riccio

Annarita Arso Psicologa Brindisi

Il dolore cambia profondamente le persone. Nessuno sarà più lo stesso dopo un lutto, una separazione, un tradimento. Le ferite si possono rimarginare, ma le cicatrici ricorderanno sempre quel che è stato e ciò che non potrà più essere. Tentare di scoraggiare il dolore ignorandolo, serve solo a spostarlo altrove, poiché quando la sofferenza diviene intollerabile, la mente afferisce a difese sempre più rigide e disfunzionali: la negazione, la proiezione, l’identificazione proiettiva sono solo alcune delle tante “etichette” utili al clinico per classificare nient’altro che modalità di sopravvivenza al dolore psicologico, quando questo supera la soglia soggettiva di sopportazione.  Continua a leggere

La Mente e i suoi strumenti: la Proiezione

Psiche Nessuno e Centomila

Per tutto l’arco della nostra esistenza incrociamo coppie di opposti inconciliabili. Tutte le nostre relazioni interpersonali sono permeate da un’irriducibilità di differenze che ci ostiniamo a voler eliminare. Comprendere che se l’altro non è come noi (o come noi lo vorremmo) non implica che sia sbagliato, ci aiuterebbe invece ad accogliere quella diversità come un motivo di arricchimento e un’opportunità di crescita, riducendo notevolmente i conflitti nelle relazioni interpersonali. Eviterebbe altresì lo spreco incommensurabile di energia psichica a cui l’inutile (e illegittimo!) tentativo di cambiare gli altri ci sottopone. Talvolta, l’unica ragione per cui ci lamentiamo che Continua a leggere

Dalla Negazione all’Accettazione. Raccontare il Dolore per trasformarlo

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Quando si subisce una perdita, si diventa ostaggio di stati emotivi angoscianti e travolgenti. L’incredulità si alterna al senso di impotenza, il dolore alla negazione della realtà. Spesso si tende a soffocare questi vissuti, a ignorarli, sperando, in preda ad una sorta di pensiero magico infantile, che improvvisamente scompaiano. Il tentativo di inibirli influisce negativamente sul processo di comprensione e rielaborazione dell’evento doloroso (trauma, lutto, separazione). Prevale la sensazione di aver smarrito anche una parte di se stessi: quella parte di noi intrinsecamente legata a ciò che abbiamo perduto. Si oscilla tra la consapevolezza del cambiamento e l’incapacità di accettarlo: acconsentirvi (ovvero accettare la perdita) significherebbe rivedere il proprio Progetto di Vita, con tutte le aspettative e le speranze ad esso connesse. Continua a leggere

Tutta colpa del Principe Azzurro. Dall’Innamoramento all’Amore.

“In principio fu Terence. Bavero alzato sotto i lunghi capelli neri: ribelli e anticonformisti almeno quanto quel suo modo di stringere la sigaretta tra le dita. Con il suo sguardo enigmatico e la sua aristocratica spavalderia, era capace di leggendarie promesse d’amore e sorrisi conturbanti. Affascinante, misterioso e irriverente. Sognavi di diventare una “signorina tutte lentiggini” ignara di quanti guai ti avrebbe portato in futuro quella “sindrome da crocerossina” che andava emergendo. 
Più avanti è arrivato Edward con il suo cavallo bianco, le rose e la spada sguainata Continua a leggere