Sul Vittimismo

Il vittimista si riconosce da un costante atteggiamento improntato alla negatività e alla lamentela, caratterizzato da sentimenti di sfiducia e difficoltà nella gestione della rabbia. Ripete ossessivamente quanto siano stati ingenti le presunte ingiustizie subite e s’ingegna per dimostrare che nulla sarà in grado di consolare la propria sofferenza. E’ ipercritico nei confronti degli altri, diffidente e sospettoso; appare rigido nel pensiero e intransigente nei comportamenti. Tende a stigmatizzare ciò che non approva e mostra insofferenza verso chi non appare sensibile alle sue tristi vicissitudini. Ciò che più lo contraddistingue però è la pervasiva Continua a leggere

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Il Vittimista e l’arte del farsi compatire

Annarita Arso Psicologa Brindisi

E’ fin troppo semplice la distinzione tra una “vittima” e un “vittimista”: la vittima ha subìto un torto, una violenza, un’offesa; il vittimista no, ma se ne lamenta ugualmente senza ragione. Si pensi al genitore che dopo essersi opposto ostinatamente alla scelta affettiva della figlia, adducendo motivazioni inconsistenti ed offensive (“lui non è alla tua altezza, meriti un partito migliore, proviene da una famiglia modesta, non è abbastanza istruito”) trascorra il resto della sua esistenza a lamentarsi con chiunque gli capiti a tiro che il genero lo va a trovare raramente, che gli ha “rubato” la figlia sottraendola alla sua ala protettiva e che non si era sbagliato affatto sul suo conto. Continua a leggere

La dinamica della Lamentela

Annarita Arso Psicologa Brindisi

La Lamentela come Atteggiamento

Ognuno di noi ha sperimentato il vissuto di impotenza a seguito di situazioni insoddisfacenti e frustranti o, per varie ragioni, immodificabili; una delle reazioni più comuni e comprensibili è quella di cedere alla tentazione di lamentarsi. La lamentela per così dire “sporadica” offre una momentanea valvola di sfogo, più o meno catartica, ad un vissuto negativo che genera disagio e malessere. Quando invece diventa una modalità costante e una reazione abituale alle circostanze esterne, rischia di innescare nella mente una serie di pensieri negativi capaci di intrappolarla in un complesso circolo vizioso che diviene difficile da bloccare perché si autoalimenta. Continua a leggere