Il Vittimista e l’arte del farsi compatire

Annarita Arso Psicologa Brindisi

E’ fin troppo semplice la distinzione tra una “vittima” e un “vittimista”: la vittima ha subìto un torto, una violenza, un’offesa; il vittimista no, ma se ne lamenta ugualmente senza ragione. Si pensi al genitore che dopo essersi opposto ostinatamente alla scelta affettiva della figlia, adducendo motivazioni inconsistenti ed offensive (“lui non è alla tua altezza, meriti un partito migliore, proviene da una famiglia modesta, non è abbastanza istruito”) trascorra il resto della sua esistenza a lamentarsi con chiunque gli capiti a tiro che il genero lo va a trovare raramente, che gli ha “rubato” la figlia sottraendola alla sua ala protettiva e che non si era sbagliato affatto sul suo conto. Continua a leggere

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