Perdonarsi per aver creduto di non essere abbastanza

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Quando ci si ostina a restare in una relazione che rende infelici, rifuggendo a tutti i costi il distacco dall’altro, mettendo in scena una pantomima amorosa fatta di corsi e ricorsi, andate e ritorni, accuse e assoluzioni, si finisce inevitabilmente per riprodurre all’infinito gli stessi copioni comportamentali disfunzionali, illudendosi che prima o poi la relazione ci doni quello che pensiamo di meritare. Per questo alcune dinamiche di coppia assomigliano molto a ciò che accade sulle montagne russe. Si vola in alto fino ad avere la sensazione di toccare il cielo con un dito e proprio quando si crede di aver superato la paura della vertigine, si scivola giù come in un baratro senza confini, dal Continua a leggere

La Sindrome del Deresponsabilizzato e l’arte del riversare le colpe sugli altri

Psiche Nessuno e Centomila

Il modo in cui guardiamo le cose, le modalità con cui costruiamo e coltiviamo i rapporti affettivi e sociali, lo stile comunicativo che usiamo per interagire con chi ci circonda, influenzano in modo significativo la nostra relazione con il mondo esterno. Il modo più efficace per modificare qualcosa nelle proprie relazioni interpersonali pertanto, non è chiedere all’altro di cambiare, ma cambiare il proprio atteggiamento nei confronti dell’altro. Non è all’esterno che bisogna chiedere un cambiamento, me a se stessi. E’ dentro che bisogna guardare come ricordava lo psicoanalista svizzero C. G. Jung quando scriveva “Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno si sveglia“. E’ dentro Continua a leggere

Non Sono come Tu mi Vuoi

Non Sono come tu mi vuoi

Ognuno di noi è composto da infiniti colori e molteplici sfumature. Eppure passiamo la vita a definirci e a farci definire, a collocarci dentro etichette note che finiscono con il diventare gabbie soffocanti. Abbiamo bisogno di cornici rassicuranti entro le quali dipingere la nostra quotidianità e finiamo con il divenire passivi spettatori di un quadro in cui, qualche volta, non ci riconosciamo più.
In ogni culla, tra lenzuolini ricamati e carillon della ninna nanna, si nascondono le prime definizioni che ciascun bambino riceve come corredo. In ogni nursery c’è “un bastone per la vecchiaia”, “il figlio maschio che garantirà continuità al cognome”, “la figlia della Continua a leggere

Psicologia dell’Invidia

Invidia

Il vissuto di invidia, così come viene comunemente inteso, altro non è che il desiderio di possedere qualcosa che appartiene a qualcun altro e di cui si sente profondamente la mancanza. L’inadeguatezza sperimentata e il senso di impotenza per l’impossibilità a realizzare il proprio Sé ideale, si traducono in rabbia nei confronti di chi, ai propri occhi, appare pienamente soddisfatto del proprio valore. Come se fosse il successo dell’altro ad oscurare le proprie risorse e potenzialità. L’invidia ha pertanto una forte componente di ambivalenza: al desiderio smisurato di possedere ciò Continua a leggere

Un Abito di Taglia Sbagliata

 

Sofferenza emotiva e somatizzazioni

Ognuno di noi ha fatto esperienza di “zone grigie”, ovvero di quei territori emotivi in cui, presto o tardi, ci si ritrova a fare i conti con le conseguenze dei propri autoinganni. Qualcuno le ha attraversate indenne, qualcun altro le ha abitate per un pezzo faticando per trovare la via d’uscita, qualcuno vi soggiorna ancora, come in una prigione ben arredata, convincendosi che è ciò che ha sempre desiderato, incapace di liberarsi di quei fardelli emotivi che ostruiscono le vie di fuga. Bisognerebbe sempre lasciare cadere ciò che vuole cadere perché, come scriveva C.G. Jung nel “Libro Rosso”, “se lo trattenete, vi trascinerà con sé”! Continua a leggere

Elogio della Solitudine

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In ognuno di noi c’è qualcosa che non potrà mai essere compreso da nessun altro. Un informe rudimentale con cui è necessario imparare a dialogare, dopo essere riusciti ad accettare la sua presenza. Un estraneo che alberga in profondità, affonda le radici nel proprio passato e si riveste del ricordo edulcorato che abbiamo deciso di portare con noi. Non ha la forma del segreto, di cui si ha coscienza e cognizione, ma quella informe della nuvola a cui si disegnano i contorni a piacimento o delle stelle solitarie che l’immaginazione unisce dentro un’illusoria configurazione. Ha la stessa consistenza dei cerchi concentrici a pelo d’acqua quando si lancia un sasso in profondità. E’ ciò che il poeta Continua a leggere

Inside Out. La Versione pop delle Teorie Junghiane

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L’ultimo lungometraggio della Pixar traccia una linea di congiunzione tra la fisiologia del cervello, i processi psichici (emotivi e cognitivi) e una vicenda personale apparentemente semplice che ben presto viene relegata sullo sfondo (quella dell’undicenne Riley che dal Minnesota si trasferisce a San Francisco con la sua famiglia).
Inside Out è un film con molteplici chiavi di lettura, che ingaggia cinque personaggi (Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia) per illustrare e semplificare la complessa relazione che intercorre tra emozioni e coscienza. E lo fa immergendosi nella mente Continua a leggere

I Sotterranei dell’anima: l’Ombra e la Rabbia

Annarita Arso Psicologa Brindisi

Secondo le teorizzazioni Junghiane, l’Ombra è l’archetipo relativo alla parte oscura, rigettata e minacciosa del Sè, ovvero quella parte di ciascuno di noi in cui vengono relegati tutti gli aspetti della personalità che rifiutiamo o che consideriamo socialmente poco desiderabili: per dirla in altri termini, una sorta di deposito degli istinti incontrollabili. L’Ombra è ciò che non vorremmo essere, cioè la somma di tutte le qualità sgradevoli che vorremo nascondere, il lato inferiore e primitivo, l’ospite indesiderato dentro di noi, quel lato oscuro che il nostro Io ritiene inaccettabile. Per qualcuno l’Ombra di cui parlava Jung risiede nelle pagine delle proprie esistenze Continua a leggere

La Mente e i suoi strumenti: la Proiezione

Psiche Nessuno e Centomila

Per tutto l’arco della nostra esistenza incrociamo coppie di opposti inconciliabili. Tutte le nostre relazioni interpersonali sono permeate da un’irriducibilità di differenze che ci ostiniamo a voler eliminare. Comprendere che se l’altro non è come noi (o come noi lo vorremmo) non implica che sia sbagliato, ci aiuterebbe invece ad accogliere quella diversità come un motivo di arricchimento e un’opportunità di crescita, riducendo notevolmente i conflitti nelle relazioni interpersonali. Eviterebbe altresì lo spreco incommensurabile di energia psichica a cui l’inutile (e illegittimo!) tentativo di cambiare gli altri ci sottopone. Talvolta, l’unica ragione per cui ci lamentiamo che Continua a leggere