Imparare a volersi bene

 

Psiche Nessuno e Centomila

Aveva imparato che si può cadere. E che alcuni tonfi sono talmente rumorosi da risvegliare tutte le proprie paure più profonde. Quelle nascoste negli abissi dell’anima, in cui non è mai consigliabile scrutarci oltre il dovuto per evitare di scivolarci dentro. Dentro le proprie moltitudini, talvolta tanto vaste da farla sentire perduta.

Aveva compreso che non sempre ci sono soluzioni. E che quelle a portata di mano spesso sono poco economiche. E anche che non tutto deve necessariamente avere un senso. E che qualche volta per cambiare le cose è sufficiente cambiare il punto di vista da cui le si guarda.

Era una che si era rotta in mille pezzi. Qualche volta aveva fatto anche tanto rumore sperando di non passare inosservata. Ma era anche una che aveva imparato a ricomporsi, a volte cedendo al lusso di cercare un abbraccio che riuscisse a contenere tutti i frammenti. Spesso andando alla ricerca di un amore che,  come colla, l’aiutasse a farla sentire di nuovo intera ma senza appiccicarle fastidiosamente le dita. In qualche caso era riuscita a ricomporsi da sola e ne era stata talmente orgogliosa da sentirsi come nuova!

Aveva commesso errori di grammatica, di punteggiatura, di presunzione. Per fragilità, per ostinazione e per ingenuità. Alcuni per ignoranza, per cattive abitudini o per cattive compagnie. Qualche volta solo per distrazione. Come quando temeva di essersi persa e invece si era solo nascosta dietro una paura di una taglia più grande della sua.

Aggrappata ai suoi ragionamenti senza una piega e con il cuore pieno di grinze, cercava il significato delle cose dimenticandosi di viverle. E poi le sviscerava nei ricordi per trarne una lezione, illudendosi di trovare un senso a tutto quello che le accadeva anziché imparare a lasciarsi accadere!

Perchè ogni delusione, ogni fallimento, ogni illusione dissolta racchiudono un messaggio. E’ solo che il più delle volte, presa dallo sconforto, dimenticava di prendere appunti, finendo con il sentirsi impreparata ad ogni nuovo esame della vita. Come quella volta in cui la vita le aveva concesso una seconda occasione ma lei l’aveva smarrita tra i kleenex, intenta com’era a rimpiangere la prima.

Aveva iniziato a parlare con la sua ombra dopo aver tentato invano di sfuggirle. Ad accettare i propri “nonostante” scoprendo che ad essere diversi non si corre il rischio di conformarsi passivamente alla moltitudine indistinta. A suddividere i propri sorrisi in monoporzioni per assumerli con regolarità. Facendo pace con ipropri pensieri più ridicoli.

Aveva fatto a pugni con le aspettative cucitele addosso da sarti maldestri. Stracciato i sogni nel cassetto per poi ricucirli con il filo della tenacia. Si era sbarazzata della paura del giudizio altrui, regalando ai propri desideri il lusso di diventare la priorità. Smettendo di cercare qualcosa che colmasse lo spazio tra ciò che era e ciò che poteva diventare. Perché i sogni sono desideri solo fino a quando nutri il bambino che ti abita.. Tanto, per diventare grandi c’é sempre tempo.

Aveva capito che con gli stracci dei fazzoletti usati per asciugarsi le lacrime avrebbe potuto costruirsi un paio di ali nuove e planare, dall’alto, su un mare straripante di seconde possibilità. O forse aveva semplicemente scelto di rincorrere la felicità, senza fretta ma senza sosta. Senza più accontentarsi di qualcosa che semplicemente le assomigliava.

A Me Non Potrebbe Mai Accadere

Psiche Nessuno e Centomila

Se c’è un dolore più straziante di quello di sopravvivere al proprio figlio, è perderlo dovendo convivere fine pena mai con il senso di colpa di non averne impedito la morte. Purtroppo la cronaca periodicamente ci racconta di storie drammatiche in cui un genitore amorevole, attento, premuroso, “dimentica” in auto il proprio bambino che, nei casi più drammatici, dopo poche ore, perde la vita. Solo nel nostro Paese sono almeno sei i casi registrati dal 2008 ad oggi, l’ultimo dei quali risale a pochi giorni fa e ha come tragico teatro la provincia di Arezzo. In molti dei casi finiti tristemente alla ribalta della cronaca è bastato poco perchè cadesse il capo d’imputazione di omicidio Continua a leggere

A piedi scalzi

Psiche Nessuno e Centomila

Lo conobbi nel reparto di psichiatria. Era ricoverato da qualche giorno dopo l’ennesimo TSO ma l’ambiente gli era talmente familiare da sapere anche quanti secondi impiegasse il distributore del caffè a dare il resto. Mi chiese chi fossi visto che non sembravo una “collega” e aggiunse che tra matti usavano definirsi in quel modo. Li faceva sentire più solidali e meno soli. Mi vedeva girovagare in quei corridoi da giorni ormai ma non riusciva a capire a che titolo lo facessi visto che non indossavo né un pigiama, né un camice. “Qui non ci sono vie di mezzo: o sei medico o sei pazzo! Di ibridi ci sono solo i piselli scotti che ci servono a pranzo e i capelli dell’infermiera Maria che Continua a leggere

Il Senso di Colpa

Psiche Nessuno e Centomila

C’è chi, suo malgrado, convive con uno sgradevole coinquilino. Prova in tutti i modi a liberarsene, a renderlo innocuo, a imbavagliarlo ma ogni tentativo si rivela vano e spesso controproducente. Si tratta di un ospite che non lascia spazio alla bellezza, che soffoca ogni possibilità e che fa sentire drammaticamente scomodi nella propria pelle. Spesso viene confuso con il rimorso, ma si tratta solo di un suo lontano parente. Il rimorso è frutto di un’azione sbagliata, di una colpa oggettiva e ne rappresenta la legittima e sana conseguenza che invita l’autore a rimediare all’errore commesso. L’ospite indesiderato a cui si fa rifermento invece non ha nulla a che vedere con ciò che Continua a leggere

Perdonarsi per aver creduto di non essere abbastanza

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Quando ci si ostina a restare in una relazione che rende infelici, rifuggendo a tutti i costi il distacco dall’altro, mettendo in scena una pantomima amorosa fatta di corsi e ricorsi, andate e ritorni, accuse e assoluzioni, si finisce inevitabilmente per riprodurre all’infinito gli stessi copioni comportamentali disfunzionali, illudendosi che prima o poi la relazione ci doni quello che pensiamo di meritare. Per questo alcune dinamiche di coppia assomigliano molto a ciò che accade sulle montagne russe. Si vola in alto fino ad avere la sensazione di toccare il cielo con un dito e proprio quando si crede di aver superato la paura della vertigine, si scivola giù come in un baratro senza confini, dal Continua a leggere

La Personalita’ Istrionica

Psiche Nessuno e Centomila

La personalità narcisistica è associata al costante bisogno di ammirazione, alla scarsa empatia e a un Sé grandioso. Non tutti sanno però che esistono diverse manifestazioni personologiche del narcisismo. Una di queste appartiene a quella tipologia di narcisista che ama comparire nella vita degli altri in modo drammatico e irresistibile, concretizzando (anche se solo illusoriamente) il desiderio di essere indispensabile a chi lo circonda. Si tratta della personalità istrionica (secondo le teorizzazioni di Kernberg, collocabile anch’essa, come la narcisistica, nell’area dell’organizzazione borderline di personalità), caratterizzata da emotività labile e superficiale esibita con modalità Continua a leggere

La Sindrome del Deresponsabilizzato e l’arte del riversare le colpe sugli altri

Psiche Nessuno e Centomila

Il modo in cui guardiamo le cose, le modalità con cui costruiamo e coltiviamo i rapporti affettivi e sociali, lo stile comunicativo che usiamo per interagire con chi ci circonda, influenzano in modo significativo la nostra relazione con il mondo esterno. Il modo più efficace per modificare qualcosa nelle proprie relazioni interpersonali pertanto, non è chiedere all’altro di cambiare, ma cambiare il proprio atteggiamento nei confronti dell’altro. Non è all’esterno che bisogna chiedere un cambiamento, me a se stessi. E’ dentro che bisogna guardare come ricordava lo psicoanalista svizzero C. G. Jung quando scriveva “Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno si sveglia“. E’ dentro Continua a leggere

Non Mi Riconosco Più

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Capita che improvvisamente non ci si riconosca più. E il più delle volte non si conosce il perchè, né si riesce a individuare lo spartiacque tra il prima e il dopo. C’è chi ha smarrito solo un pezzettino di sé in un momento di particolare distrazione, chi si sente completamente a pezzi e ha bisogno di ricomporsi in una combinazione più soddisfacente e chi, con qualche chilo in più di insofferenza, ha bisogno di incasellarsi in una definizione su misura. Non tutti riescono a gestire questo tipo di vissuti. Qualcuno ne ha talmente tanto timore da sfuggirvi il più a lungo possibile prima di decidere di farvi i conti, prima di convincersi di dover spostare il focus di osservazione Continua a leggere

Non ho bisogno di etichette

No alla medicalizzazione della sofferenza psichica

Spero lei sia consapevole di quanto sia difficile sedere su questa sedia! Tra questi mobili in radica e queste tronfie librerie, non ci sono solo io. Ho portato con me le mie convinzioni errate, le mie delusioni cocenti, i miei momenti sbagliati e i miei giorni più belli. Mi chiedo se la seduta non sia troppo leggera per reggerne il peso. Mi chiedo anche se lei non sia già appesantito da una giornata faticosa per tollerare l’irruenza del fiume che mi scorre dentro. Continua a leggere

Le mie pagliuzze

Annarita Arso - Le mie Pagliuzze

L’abuso sessuale infantile è uno dei peggiori crimini che si possano perpetrare ai danni di un bambino. Ho conosciuto adulti che, a distanza di anni, si portavano sulla pelle ancora vivi i segni dell’infanzia violata. Ho lavorato con adolescenti che faticavano a diventare grandi perché il bambino dentro di loro da cui avrebbero dovuto separarsi, chiedeva ancora a gran voce un riscatto. Scegliere di parlare dell’abuso sessuale infantile è un atto coraggioso. Così quando, qualche mese fa, Dora Buonfino mi contattò per chiedermi di scrivere la prefazione al suo libro, le chiesi perché pensasse che fossi la persona più adatta a farlo. “Perché quando scrivi è come se dicessi: Continua a leggere