La Personalita’ Istrionica

Psiche Nessuno e Centomila

La personalità narcisistica è associata al costante bisogno di ammirazione, alla scarsa empatia e a un Sé grandioso. Non tutti sanno però che esistono diverse manifestazioni personologiche del narcisismo. Una di queste appartiene a quella tipologia di narcisista che ama comparire nella vita degli altri in modo drammatico e irresistibile, concretizzando (anche se solo illusoriamente) il desiderio di essere indispensabile a chi lo circonda. Si tratta della personalità istrionica (secondo le teorizzazioni di Kernberg, collocabile anch’essa, come la narcisistica, nell’area dell’organizzazione borderline di personalità), caratterizzata da emotività labile e superficiale esibita con modalità teatrali e da costanti tentativi di ricevere attenzione e approvazione mediante comportamenti velatamente o apertamente seduttivi. L’immagine perfetta e vincente in realtà poggia su basi molto fragili, essendo una “costruzione difensiva” che assolve la funzione di mascherare una personalità drammaticamente frammentata. Tale illusione obbliga il soggetto istrionico ad un livello pressoché nullo di introspezione, alla negazione della propria imperfezione, alla costruzione effimera di un’immagine ineccepibile di Sé. Per queste ragioni, tale forma di grandiosità ha costante bisogno di altri che la confermino.
Il disconoscimento della depressione e del lutto per la mancanza di attenzione in epoca precoce è convertito in eccitazione e il bisogno di essere amato ed ammirato viene perseguito attraverso modalità erotizzate. L’angoscia opera ad un livello esperienziale molto primitivo della personalità, mentre il modo di percepire il mondo è influenzato dal bisogno di esserne al centro. Lo stile cognitivo è di tipo impressionistico, caratterizzato da imprecisione osservativa e narrativa (tende ad ignorare tutti i dettagli che non lo riguardano) e le modalità comunicative risultano profondamente inappropriate. Non riconosce i bisogni dell’altro o ne delegittima la portata. A differenza della personalità narcisistica propriamente detta che ama se stessa, quella istrionica è innamorata della sua immagine.

Il gioco relazionale

Nonostante la personalità istrionica consideri le relazioni più intime di quanto non siano, la superficialità e le modalità relazionali infantili messe in atto, rendono i rapporti interpersonali poco autentici e transitori. Ogni relazione è vissuta in funzione del suo significato all’interno dell’illusione narcisistica, poiché non ha la capacità di instaurare relazioni sentimentali profonde, nelle quali mettersi in gioco.
Il ricatto affettivo è uno dei più frequenti strumenti con cui cerca di mantenere il potere all’interno delle relazioni più intime, dirigendo il rapporto nella direzione desiderata, inducendo il senso di colpa e strumentalizzando i vissuti negativi dell’Altro. In tal senso l’istrionico è spesso ingannevole, poiché tende a rendere l’altro impotente attraverso la seduzione e il blocco di ogni discorso significativo. Seduzione che è da intendersi di matrice pseudo-sessuale, come modalità difensiva contro le deprivazioni passate, trasformatasi in un bisogno attuale, impellente, di recuperare le attenzioni mai ricevute.
Difficile confrontarsi con queste “primedonne” senza restare intrappolati nella complessa rete di modalità comunicative disturbate, meccanismi difensivi disfunzionali e sapienti manipolazioni. Anche quando si corre il rischio di diventare strumentale oggetto delle loro manipolazioni. Se riconoscerle e depotenziarle è compito arduo per chi non è emotivamente equipaggiato, chi invece dovesse mostrarsi in grado di “giocare a carte scoperte” e svelare all’istrionico il gioco relazionale intessuto, diventerebbe immediatamente il suo nemico. più acerrimo Come ogni personalità con organizzazione borderline, anche l’istrionico oscilla tra sentimenti di idealizzazione e svalutazione, tra modalità di attacco e riparazione, tra bisogno di riconoscimento narcisistico e uso massiccio di meccanismi proiettivi. Sapere che l’Altro ha scoperto la sua ferita, che sa sbirciare nel suo vuoto interiore, sgretolare la sua maschera tirata faticosamente a lucido, fa sentire l’istrionico drammaticamente vulnerabile e depauperato di ogni strumento di controllo. E allora si difende con l’attacco: svaluta l’altro (“Se non mi ammira è perchè lui non ne è capace, non perchè io non sono un oggetto degno di ammirazione”), riversa colpe (“Se non apprezza quello che faccio è perchè lui non è in grado di valutare il mio operato, non perchè io non sia competente”), si deresponsabilizza (“Se qualcosa non funziona è perchè l’altro non fa il suo dovere, non perchè io non faccio il mio”). Quando il gioco relazionale viene svelato e le sue manipolazioni divengono un boomerang difficile da schivare, la personalità istrionica si sente sgretolare il terreno sotto i piedi e parte alla ricerca di una nuova platea accondiscendente davanti alla quale rimettere in scena i suoi collaudati copioni (è proprio il caso di dirlo!) comportamentali e dalla quale ottenere nuova linfa per il suo bisogno di ammirazione. La personalità istrionica è bulimica di riconoscimento e anoressica di autenticità. Ha bisogno di essere guardata più di quanto abbia bisogno di respirare.

La ferita originaria e la difesa narcisistica

All’origine di questa complessa personalità c’è una ferita profonda, un vuoto interiore scavato con la convinzione di non essere meritevole di attenzione e con la paura della solitudine. L’estrema ricerca di un sostegno narcisistico che assume la forma dell’autocompiacimento, si traduce in comportamenti che, in realtà, hanno la motivazione intrinseca di auto-rassicurazione. Per appagare quest’esigenza narcisistica la personalità istrionica è disposta a tutto, dalla drammatizzazione all’espressione impropria delle emozioni (sarebbe capace di simulare uno svenimento o una crisi d’ansia), anche ad apparire fragile se fosse un modo efficace per ottenere l’attenzione altrui (al contrario di quanto sarebbe disposto a fare la personalità narcisistica che invece pretende lodi per la sua superiorità e non scenderebbe mai al compromesso di mostrarsi debole per ottenerle).
Alla base c’è un incombente vissuto di inferiorità che la spinge al ripiegamento narcisistico funzionale a compensare la ferita originaria. E’ la rabbia l’emozione prepotente da cui cerca di difendersi e dalla quale origina la sua ferita profonda: rabbia per essere stata ignorata nei suoi bisogni profondi e disconfemata nei suoi sentimenti più autentici. Rabbia per un’infanzia in cui non è stata “guardata” abbastanza. Rabbia per essere stata costretta a conformarsi ad un ideale di esteriorità che ha ingabbiato le emozioni più autentiche. Rabbia per quel vissuto di inferiorità da cui ha dovuto difendersi con la prepotenza narcisistica.
Per questo ha imparato a calcare la vita come se fosse un palcoscenico e finito con l’identificarsi con i ruoli che recita. Per questo “invidia” (nell’accezione kleiniana del termine) chi non appaga il suo bisogno di essere ammirata e non le rimanda, come in uno specchio, l’immagine della maschera che è costretta difensivamente ad indossare. Quella maschera ingessata che le serve per nascondere il vuoto depressivo, per appagare seduttivamente l’incontenibile bisogno di ammirazione e per trovare illusoria conferma del proprio valore.
Fare i conti con quella ferita nascosta la farebbe sentire risucchiata dal silenzio di quel vuoto interiore a cui cerca illusoriamente di sfuggire con lo scroscio degli applausi.

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6 pensieri su “La Personalita’ Istrionica

  1. Buonasera Dottoressa, secondo Lei Un Narcisista, che non si abbasserebbe mai a apparire debole, mi sembra di capire a differenza di un istrionico, e in tutti due casi hanno bisogno di essere continuamente ammirati. Per loro esiste una terapia per uscire da tutto ciò, o i danni subiti non possono essere riparati? Grazie.

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    • Si se trovano il coraggio di fare i conti con le proiezioni/identificazioni di cui hanno investito l’Altro e di riconoscerlo nella sua individualità, abbandonando ogni tipo di oggettivazione. Si se sono disponibili a guardare nella ferita originaria e ad attraversare il dolore depressivo che ne deriva. Spesso è proprio il sopraggiungere del sintomo depressivo che li mette di fronte alla loro frammentazione e li spinge a chiedere aiuto. Il percorso non è facile, ma esistono percorsi di trattamento assolutamente
      efficaci.

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