Zavorre Emotive. L’ Arte di Lasciare Andare

Zavorre emotive. L'arte di lasciare andare

Ci sono zavorre emotive che rallentano il cammino. Pesi insopportabili che rischiano di trascinare nel vuoto se non si è capaci di liberarsene. Hanno le forme più svariate: quella di un ricordo deformato, di una parole affilata come un fendente, di un’illusione a basso costo. Qualche volta assumono anche la forma di un dolore non maneggiato, perchè in fondo ci si innamora di ciò che ci è noto, di cui conosciamo i contorni, che ci risuona familiare. Ci si innamora di ciò che ci ha fatto compagnia in qualche tunnel buio e maleodorante della nostra esistenza, anche se si tratta di un desiderio claudicante o di un sogno incerto.

Ognuno ha le proprie zavorre emotive di cui liberarsi. Racchiudono l’intera collezione di occasioni mancate. Gli abbracci a cui ci siamo sottratti per ubbidire alle regole dettate dall’orgoglio. La mano che ci siamo rifiutati di stringere convinti che essere dalla parte della ragione prevedesse un risarcimento a tempo indeterminato. Il suono della voce a cui non abbiamo dato importanza fino a quando ha smesso di raccontarsi.

Le zavorre emotive sono una tassa aggiuntiva sul prezzo dei nostri giorni sbagliati. Una tassa quasi sempre troppo salata. Eppure c’è chi ci si affeziona talmente tanto che piuttosto che liberarsene e provare l’ebbrezza di camminare più spedito, cerca qualcuno con cui condividerne il peso. E così s’infila in relazioni affettive che stanno in piedi con un paio di bugie in saldo e qualche promessa di seconda mano. E in preda ad un’irrefrenabile fame d’amore, si ostina a cercare sazietà in amori di plastica, come un bulimico che s’illude di potersi rifocillare davanti un frigo vuoto.

Lasciarle andare permette di guardare oltre. Oltre i propri limiti, oltre le proprie ferite, oltre le emozioni negative che intossicano le proprie potenzialità, oltre le rigide dicotomie di giusto e sbagliato. É che spesso il nostro vaso di Pandora ce lo costruiamo proprio con meticolosa cura e dedizione. Ci mettiamo dentro un bel mucchio di cianfrusaglie. Lo riempiamo di rabbia e tristezza e alla fine diventiamo prigionieri della paura di scoperchiarlo. Perché per lasciare andare ci vuole una buona dose di coraggio! É più facile aggrapparsi ai muri che abbiamo innalzato, ai frammenti dei rapporti che abbiamo interrotto, ai rancori corrosivi. Dimenticando che lasciare andare libera, ossigena, rigenera.

Liberarsi dalle zavorre emotive aiuta a sentirsi più leggeri, a volare alto scoprendo che il cielo dopotutto non é così lontano da impedirci di toccarlo con un dito. Lasciare andare richiede coraggio, qualche volta anche una piccola dose di incoscienza, ma permette di fare spazio a ciò che davvero merita di abitarci dentro. Ci insegna a trattenere ciò che merita di restare. Senza scuse, alibi e contrattempi. Per riscoprirsi fieri di se stessi. Per ritrovare quella leggerezza che non é superficialità, ma capacità di superare i propri confini.

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2 pensieri su “Zavorre Emotive. L’ Arte di Lasciare Andare

  1. Io sono una a cui viene sempre detto: ” ma davvero cominci sempre da capo con tutti? ” Ed io rispondo: ” sì, certo, perchè uno dovrebbe fare le spesi di chi l’ha preceduto. ” Mi sembra una cosa normalissima. Ma vedo che molti altri invece hanno zavorre, zaini e tasche piene di ciò che è il passato e di tutti quei pesi dentro al cuore che affondano qualsiasi speranza di un nuovo inizio. Quindi fai bene a dire questa cosa. Bisogna liberarsi di ciò che è stato e camminare con passi sempre nuovi. Non guardarsi mai indietro altrimenti ci si pietrifica e non si va avanti.

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