Una donna risolta la riconosci subito

Festa delle donne

Una donna risolta la riconosci subito. Che poi da risolta a risoluta ci passa giusto lo spazio di una vocale. La riconosci dal bagaglio a mano di consapevolezze che si trascina dietro. Di quelli leggeri quanto basta da non ostacolare il cammino, capienti quanto serve per portare con se tutto ciò di cui ha bisogno.

Un bagaglio che odora piacevolmente di passato con il suo repertorio di giorni andati e di ricordi sbiaditi, di faticose conquiste e di piacevoli contrattempi, di prevedibili coincidenze e di sconsiderati cambi di programma. Con i suoi amori platonici, quelli appena sfiorati e quelli consumati fino all’ultima lacrima. Quando rincorreva a tutti i costi l’artificioso finale del “vissero felici e contenti” e il Principe Azzurro non era ancora diventato la caricatura di qualche spot pubblicitario. 

Un bagaglio in cui è possibile scorgere l’antica reverenza adolescenziale per quello specchio che spaventava, seduceva, abbagliava e impartiva ordini ma non rifletteva mai l’immagine desiderata. Quando l’inadeguatezza era un vestito cucito su misura e il suo biglietto da visita era scritto con le aspettative altrui. Quando a furia di cercare confini rassicuranti, tracciava perimetri sempre più ristretti sui quali finiva inevitabilmente con l’inciampare.

Un bagaglio custode di ferite che hanno rischiato di trasformarla in qualcosa di diverso da quello che ha scelto di diventare. Di monologhi che riecheggiavano nelle stanze vuote quando la notte sembrava eterna e il calore del sole sembrava un ricordo sbiadito. Di lettere scritte per legittima difesa e di promesse fatte per ingannare l’attesa. Di passi lenti e di instancabili corse. Di corsi, ricorsi e appuntamenti mancati.

Un bagaglio in cui si nascondono furtivi i baci della buonanotte e i sogni d’oro che qualche volta diventano incubi e altre volte solo un sentiero su cui l’immaginazione disegna una storia diversa dalla realtà. Quando per sfuggire alle tristezze basta rifugiarsi dentro a un sogno e allargarcisi dentro, come in un vecchio maglione o in un cuore malandato.

Un bagaglio che custodisce i ricordi che avrebbe voluto archiviare e i frammenti di una fotografia che avrebbe voluto ricomporre. Proprio come si fa con le persone che si sentono disperse in mille pezzi, quando con un abbraccio, le si vorrebbe teneramente rimettere insieme.
Le vacanze al mare, la voglia di nuotare e la paura di affogare. Quando, nonostante i più collaudati sistemi di salvataggio, la sensazione di annegare sulla riva prendeva il sopravvento sul coraggio di provare a tuffarsi ancora una volta.
La paura del buio che non è mai timore di ciò che non si vede ma smarrimento per ciò che non si sa. E la paura non ti lascia scelta: o fuggi o attacchi. Oppure ti crogioli per sempre nel dubbio se essere amata sia più sicuro che essere temuta.

Un bagaglio straripante di accuratissime scelte. Talmente accurate, selezionate, sottoposte a verifica, da rivelarsi terribilmente sbagliate. Di prezzi troppo esosi e sconti inaspettati. Permessi autorizzati e divieti da trasgredire. Notti dense e giorni da riciclare. Presenze silenziose e assenze assordanti. Solitudini consapevoli e vorticosi giri di giostra.

Una donna risolta la riconosci subito perché il proprio bagaglio lo trascina con fierezza. Che lo faccia su sensuali tacchi a spillo o su comode ballerine, fasciata in un elegante tubino nero o nascosta in una tuta due taglie più grandi, procede a testa alta, un passo alla volta. Senza elemosinare amore o mendicare rispetto. Immune a facili gratificazioni narcisistiche e rispettosa dei propri bisogni emotivi. Innamorata delle imperfezioni faticosamente conquistate e consapevole della propria femminilità. Incapace di barattare le proprie fragilità con maschere sbiadite e comodi alibi a basso costo. 

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8 pensieri su “Una donna risolta la riconosci subito

  1. Pingback: Una donna risolta la riconosci subito – linkando

  2. Come sempre un ottima analisi, vissuti di vita in cui ci si riconosce. Una lettura introspettiva che aiuta a riflettere.Grazie Annarita (Dott.ssa) Un bacio

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