Copia Non Conforme all’Originale

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Dialogo immaginario tra due blogger. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è puramente casuale. Forse!

“Gentile collega, ho letto con molto interesse il suo ultimo articolo dedicato alle difficoltà di svincolo dalle famiglie di origine e le confesso che in più passaggi, alcune “sue” considerazioni mi sono risuonate, per usare un eufemismo, molto familiari. La inviterei volentieri a leggere alcuni miei vecchi articoli sull’argomento se non avessi il sospetto che lo abbia già fatto!”

“Salve! Ho visto che effettivamente c’è tutto un pezzo uguale nei nostri articoli e mi dispiace ma non conoscevo il suo articolo finché lei non me lo ha linkato prima. La mia fonte è un terzo articolo sul mito delle madri inglobanti che sto cercando di trovare disperatamente per farglielo vedere in modo da togliermi da questa situazione imbarazzante. Purtroppo è passato un anno e faccio fatica a ricordare le chiavi di ricerca ma non demordo! Tutti i post a me risultano editati per cui non visibili a terzi (bozze). Detto questo faccia una bella ricerca anche lei e scovi le somiglianze in giro con il suo. Io purtroppo non trovo quel che cerco nel mare di internet e sinceramente mi farebbe proprio piacere trovarlo per una soddisfazione personale dal momento che quel pdf è la mia fonte diretta e priva di riferimenti. Solo ora ho letto il suo sito e devo farle i complimenti per le foto (molto Tim Burton! Ma è fotografa??) e gli articoli!”

“Gentile collega, premetto che non è la prima volta che incappo in stralci interi dei miei articoli senza che venga citata la fonte. Mi rammarica ogni volta constatare che proprio chi ha la responsabilità professionale di promuovere il benessere psicologico, lo faccia predicando con grande enfasi l’adesione incondizionata ai valori del rispetto dell’Altro dal proprio pulpito virtuale, mai poi razzoli così male! Ps. Le foto, come esplicitamente scritto sul blog, sono tutte reperite da Google. Gli articoli invece, io preferisco scriverli di mia penna. Cari saluti”.

“Io personalmente amo scrivere e comunicare le cose che faccio e che conosco, tutto qui. Mi spiace che implicitamente denigri il mio lavoro, me ne farò una ragione. Dopotutto non si può piacere a tutti. Detto questo no, il tuo blog non è il centro del mondo perché purtroppo su internet ognuno si sente in diritto di prendere ciò che vuole. A volte ci si trova da una parte, a volte dall’altra!” 

“Gentile collega! Da questo scambio ho l’impressione che lo studio approfondito dell’Assioma della Punteggiatura nella comunicazione umana potrebbe esserle di aiuto più di ogni mia altra considerazione! Mi permetto inoltre di farle notare che non avrei mai potuto denigrare i suoi scritti se non altro perché ho letto solo quelli palesemente copiati dai miei (eh si…ne ho appena scovato un altro!). Mi sarei semplicemente aspettata, dopo il mio primo commento, che citasse la fonte o che li rimuovesse del tutto, anziché limitarsi a modificare, me lo lasci dire, uno dei pochi elementi originali del primo post: il titolo! Anche se comprendo che quello da lei scelto in prima battuta “Dove vuoi che vada?” poteva servire su un piatto d’argento risposte imbarazzanti! Non crede infine che sostenere di aver copiato da altri siti non la esoneri affatto dalla propria responsabilità di citare almeno la terza fonte? 
Per quanto riguarda la possibilità di “trovarsi ora da una parte, ora dall’altra”, mi permetta di raccontarle un aneddoto risalente a qualche mese fa. Si metta comoda! Sa, mentre distribuivano il dono della sintesi, io ero in fila per quello della schiettezza!
I fatti: a seguito della pubblicazione della mia recensione di un film, ricevo sulla mia Pagina Facebook un indignato messaggio da parte di un medico-psichiatra-blogger che postava il link alla sua recensione della medesima pellicola. Faccio notare al dottore che non solo tempo prima avevo letto il suo articolo, ma addirittura avevo lasciato un Like in palese segno del mio apprezzamento! Mi limito quindi a ricordare come la regista non avesse mai fatto mistero di essersi ispirata a specifiche nozioni psicoanalitiche di cui né io né lui avremmo potuto rivendicare la paternità e chiedo di mettere in evidenza ulteriori “similitudini” tra le nostre due recensioni (anche una sola frase, una citazione, una metafora!). Dulcis in fundo, ricopio in calce alla mia risposta la versione integrale del suo articolo per sottoporlo in modo trasparente all’attenzione di tutti. Morale della favola: lo psichiatra non risponderà mai più.
In sua vece lo faranno una sua amica e una sua collega accusandomi di non aver citato il nome del dottore nel mio articolo e concludendo, con una feroce arringa difensiva che avrebbe fatto impallidire l’Avv. Giulia Bongiorno, che se è vero che “gli ingredienti non si inventano, i piatti si…poi siamo tutti chef…ma qualcuno e’ più’ originale e spontaneo di altri”. Oltremodo turbata da cotanta inspiegabile aggressività, reduce da lunghe notti insonni e afflitta da fastidiose reazioni psicosomatiche, prenoto un ciclo di sedute di training autogeno, contatto una collega per un percorso breve di supporto psicologico, bendo le mie numerose ferite narcisistiche e trovo infine il coraggio di rispondere alle mie due gentili ospiti. Faccio dapprima notare che fortunatamente il Web offre a ciascuno la libertà di visitare ciò che desidera e selezionare i menù preferiti, aggiungendo che se avessero deciso di depennare il mio blog dalla loro letture online, tutti avremmo trovato il coraggio di farcene una ragione! Sottolineo che se il loro amico avesse avuto qualcosa da replicare al mio commento, di sicuro non gli sarebbero mancate le risorse dialettiche per farlo. Ribadisco che essendo iscritta da tempo al suo blog e avendo lasciato un Like in calce alla sua recensione del film, se avessi continuato a consentire tale polemica, la mia intelligenza avrebbe potuto risentirsi per la scarsa stima che le veniva riservata! Visto che il titolo della mia recensione sembrava aver compromesso l’equilibrio emotivo di un’intera comitiva, avrei immediatamente provveduto a modificarlo. Aggiungo poi che, se anche gli utenti avessero utilizzato le medesime chiavi di ricerca, con tutta probabilità Mr Google avrebbe avuto ben altri impegni in agenda che penalizzare le visualizzazioni di uno dei due articoli, non essendo il dottore e io rispettivamente Grillo e la Lucarelli e considerando il fatto che i nostri blog al posizionamento nei canali di ricerca, si vergognano pure di concorrere! Per quanto riguardava i contenuti, invitavo le cordiali ospiti ad una lettura attenta che avrebbe consentito di rilevare oltre che nella forma, anche sul piano strettamente tecnico, le palesi differenze tra le due analisi! Aggiungevo poi che il Web straripava di articoli che usavano le stesse chiavi di lettura per analizzare il film già da molto prima, e mi doleva dare loro questa brutta notizia, che il loro amico pubblicasse il proprio articolo (e anche stavolta avrebbero potuto trovare conferma grazie al buon vecchio Mr Google!). Pertanto, considerato che l’unico che avrebbe avuto ragione da vendere nel rivendicare la proprietà intellettuale nei confronti di tutti, sarebbe potuto essere solo il compianto Sigmund, in attesa di sue rimostranze, porgevo i miei più cordiali saluti con il seguente Postum Scriptum: “Qualunque ristorante ha la facoltà di inserire la carbonara nel menù senza alcun obbligo di “menzionare” tutti coloro che in precedenza hanno usato i medesimi ingredienti. Se si dicesse ad un ristoratore che un altro ristoratore amalgama meglio uova e pancetta, quale potrebbe essere, a vostro avviso, la reazione più probabile da attendersi? Rinnovo i saluti, certa che avrete di meglio da fare che continuare a frequentare posti dove dispensano pasti non all’altezza del vostro raffinato palato. Cordialità”. Anche loro, come la sedicente parte lesa, mai più pervenute! Qualche giorno dopo il lettore di WordPress mi notificò l’articolo appena sfornato dello psichiatra incentrato su una divertente metafora tra band originali e cover band. Spero abbia apprezzato il mio Like!
Torniamo a noi, gentile collega! Prendendo umilmente in prestito la preziosa metafora del ristorante (auspicandomi di non essere denunciata per plagio se non cito la fonte!), è come se lei fosse venuta nel mio ristorante/blog, avesse preso la carbonara/articolo appena uscita dalla cucina e l’avesse portata nel suo locale/sito, limitandosi a sostituire il piatto/titolo e servendola come frutto delle sue abilità culinarie! Non so se ho reso l’idea o se preferisce che glielo rispieghi fuor di metafora!”

“Carissima Annalisa purtroppo su internet il destino di ciascuno di noi che scrive è di ritrovare il proprio materiale sparso in giro e cannibalizzato ma a me sembra (dato che mi è capitato essendo stata copiata…) che sia lo scotto da pagare ovvio e tacitamente da tutti accettato. Il vantaggio è di farsi un pochino vedere di più degli altri millemila colleghi esistenti in Italia e magari di pari bravura da tutti quelli che potrebbero essere nuovi potenziali clienti. Personalmente credo che alla fine i nostri modi di scrivere non siano poi così lontani e quindi nemmeno credo i modus operandi mentali”.

“Gentile collega, quando avrà finito di rispolverare l’assioma della Punteggiatura, potrebbe anche cogliere l’occasione per approfondire qualche best practice legata al Personal Branding e alla Blogtiquette! Sul fatto che “i nostri modi di scrivere non siano così lontani”, io una spiegazione ce l’avrei, ma ho paura che rispiegargliela ancora una volta possa configurarsi come accanimento terapeutico!! Ps. Il mio nome è Annarita. Così… senza voler essere pignoli!”

“Scusami, sul nome non volevo far errore volutamente, li sbaglio anche nelle vita reale. Temo allora di aver letto tra le righe del tuo precedente messaggio una frecciatina. Ripeto: il tuo blog non è il centro del mondo e mi spiace dirlo nemmeno le considerazioni sulle famiglie invischianti. Detto questo, la terza fonte pdf non fu citata all’epoca della tesi in quanto articolo non di Autori noti ma un articolo informale per cui non lo ritenni opportuno. Adess Ahhh Non dovevo dare l’invio. Riprendiamo: temo di aver letto tra le righe del tuo precedente messaggio una frecciata sarcastica, lieta di ammettere l’errore. Per il resto la mia ricerca è proseguita per due giorni, si è interrotta e mai ripresa. Avrei voluto verificare eventuali fonti da quel materiale ed attribuire la giusta paternità alle due fonti usate…Poi mi sono persa via, tutto quì ed hai ragione per quel primo dei due blocchi ad avermi sollecitato l’editing”

“Gentile collega, facciamo un patto: io fingo di aver capito il contenuto del suo ultimo messaggio e lei nel frattempo corre a iscriversi a un corso accelerato di comunicazione efficace: magari a fine lezione le regaleranno anche un dizionario dei sinonimi e dei contrari che le eviterà di incappare in futuro in queste spiacevoli situazioni. 
Se le mie considerazioni sulle famiglie invischianti non le sembravano di ragguardevole qualità, avrebbe fatto meglio a partorirne di sue che magari la comunità scientifica non avrebbe mancato di manifestarle la propria gratitudine! Sappia però che dopo aver letto le sue repliche, mi sono ben chiare le ragioni che la spingono a copiare articoli scritti da altri. Mi creda, ha tutta la mia solidarietà! Continui pure a farlo per il bene della categoria e della grammatica italiana. Sul fatto, infine, che “il mio blog non sia il centro del mondo” … beh … quando ha finito di proiettare me lo faccia sapere che spedisco tutto a qualche casa di produzione cinematografica”.

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5 pensieri su “Copia Non Conforme all’Originale

  1. Buonasera Dottoressa, vista l’ora dovrei dire buonanotte ma mi sembra un saluto di commiato e quindi non idoneo ad un inizio. La informo che il riaffiorare del suo articolo è responsabile della brusca sospensione della procedura di shut.down notturno del sistema operativo del sottoscritto. Premesso che alla prima lettura avevo completamente distolto l’attenzione dall’incipit e quindi avevo preso tutto il resto per oro colato, non mi spiegavo come avesse potuto raccogliere ben 8 manifestazioni di piacere qualcosa che a me suscitava manifestazione di solidarietà.
    Infatti anche fosse stata nel torto, non mi spiegavo il suo atteggiamento remissivo e neanche i toni eccessivi, in particolare nella fase inutilmente offensiva relativa alla punteggiatura, del carnefice collega. Nella fase di presonno ho elaborato e messo in relazione quanto sopra alla mancanza di un nominativo del “concorrente”, ai due personaggi ritratti nella foto così simili nella loro diversità, ed ho realizzato che i due interlocutori potessero essere i suoi Dott.Jekil e Mr Hide. Ed anche che il lettore potesse essere nel pieno di un test. Riaprendo l’articolo e concentrando l’attenzione sull’incipit realizzo di aver forse “scoperto “l’acqua calda” ma ormai ho preso il pc, mi sono collegato, etc.etc. e quindi semmai merito la brutta figura. E evidente la mia formazione Alleniana piuttosto che Freudiana. Le sono grato per i “mi piace”elargiti ma la invito a leggere anche il “come”. Immodestamente e sfacciatemente spero di meritare prima o poi il follow.
    A questo punto posso augurarle anche la Buonanotte.

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    • Ahahah!! Gentile josephpastore, mi duole la consapevolezza che il mio ultimo articolo, così frivolo e leggero rispetto ai temi normalmente trattati, sia stato involontariamente causa dei suoi disturbi del sonno. La prossima volta provi con le tisane a base di melissa e valeriana: sono un toccasana! 😉 Ps. Mi sono appena iscritta al suo blog (per il quale le faccio i complimenti!): avrebbe potuto chiedermelo risparmiandosi tutta la sua sofisticatissima disquisizione! 😀

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  2. Rieccolo.
    Normalmente dormo come un sasso 8 ore filate. Neanche ier sera l’eccezione, solo ho dovuto rimandare l’incontro con Morfeo perchè ero certo che al mattino non avrei ritrovato quelle poche idee così ben confuse. Una cosa è assolutamente certa: il tutto non era mezzo al fine per ottenere qualcosa.
    Sono lusingato dal follow. Grazie di tutto e cordiali saluti.

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