Inside Out. La Versione pop delle Teorie Junghiane

insideout02

L’ultimo lungometraggio della Pixar traccia una linea di congiunzione tra la fisiologia del cervello, i processi psichici (emotivi e cognitivi) e una vicenda personale apparentemente semplice che ben presto viene relegata sullo sfondo (quella dell’undicenne Riley che dal Minnesota si trasferisce a San Francisco con la sua famiglia).
Inside Out è un film con molteplici chiavi di lettura, che ingaggia cinque personaggi (Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia) per illustrare e semplificare la complessa relazione che intercorre tra emozioni e coscienza. E lo fa immergendosi nella mente della piccola Riley, raccontando la sua esperienza emotiva, accompagnandoci nel Quartier Generale dove le emozioni, attraverso una plancia di comando, gestiscono gli stati d’animo  e coordinano la costruzione e lo stoccaggio dei ricordi. In questo spazio, i cinque protagonisti, illustrati con tratti macchiettistici, ci svelano la complessità del processo conoscitivo e degli articolati meccanismi mentali che caratterizzano quel periodo di cambiamento a cavallo tra l’infanzia e la presunta età della ragione. Ci spiegano la formazione e i processi di archiviazione dei Ricordi Base, ci guidano attraverso le Isole dell’Inconscio collegate tra loro dal Treno dei Pensieri e ci svelano il modo in cui le emozioni possono distorcere i ricordi. Ci descrivono soprattutto come si costruisce e si trasforma la nostra identità in un contesto relazionale.
“In fase di preparazione ci siamo divertiti a leggere Freud e Jung, pur non essendo letture leggere. La verità è che nessuno sa come l’uomo veramente funzioni, e per questo ci sono tante teorie e filosofie, spesso in conflitto. La nostra è una versione un po’ più pop di Jung”, ha affermato P. Docter, autore del soggetto e co-sceneggiatore, durante la presentazione del film a Roma. Ed infatti la geografia mentale tracciata nel racconto non può che dargli ragione: chiunque desiererebbe perdersi tra Immagilandia, la Discarica dei Ricordi, l’esilarante Cineproduzione dei Sogni, il Pensiero Astratto, il Subconscio abitato dai fastidiosi Piantagrane e l’immancabile Memoria a Lungo Termine in cui addestratissimi e ligi Smemoratori eliminano i ricordi ritenuti superflui, come alcune nozioni obsolete e del tutto inutili apprese a scuola!

Il segreto del Successo

Inside Out è una rappresentazione terribilmente riuscita perché ci appartiene, racconta di noi, ci ricorda quanto sia stato difficile mettere a tacere il nostro Io bambino capriccioso e onnipotente (almeno per quelli che sono riusciti in tale compito!), quanto ci abbia turbato ed eccitato la metamorfosi del nostro corpo durante la pubertà, quanto ci abbia entusiasmato e spaventato l’idea di avventurarci nell’adolescenza. E’ un racconto che imprigiona perché ci catapulta in quel passato remoto dove l’amico immaginario della nostra infanzia spera ancora di onorare la promessa di portarci sulla Luna e alla scoperta di essere soggetto ad una data di scadenza piange caramelle e rimescola i ricordi.
In questo immaginario e a tratti nostalgico viaggio attraverso le inquietudini di Riley, Inside Out riesce a scrostare la superficie del nostro Io, invitandoci a familiarizzare con il gioco delle emozioni e immaginare il Quartier Generale che alberga dentro di noi, fino a ripercorrerne la storia, gli errori di malfunzionamento e la spettacolare (im)perfezione con cui ci consente di fronteggiare le sfide della vita.
In un epoca di narcisismo imperante, in cui essere felici o fingere di esserlo rappresenta un dogma imprescindibile, un invito a voler bene anche alle proprie emozioni più “scomode” può considerarsi una rarità. Soprattutto se a far magistralmente cadere lo stereotipo hollywoodiano del “vissero felici e contenti” è proprio il colosso americano; soprattutto se lo fa resistendo alla tentazione di scivolare alla faciloneria di matrice anti-psichiatrica. “Tutti vogliono essere felici, e da genitori vorremmo che lo fossero anche i nostri figli, ma purtroppo non è sempre così”, ha spiegato Docter. “Ci sono anche le delusioni, il senso di perdita, i problemi. Le altre emozioni esistono per aiutarci ad affrontare la complessità della vita, che il film prova a esplorare”. Una sfida impegnativa, in un’epoca in cui Gioia si traveste di Like sgomitando tra Paura e Tristezza troppo trasandate per essere messe in vetrina, Rabbia si dedica ai linciaggi 3.0 (spesso nascosta dietro un anonimo nickname) e Disgusto esterna i propri pregiudizi confondendo la libertà d’espressione con la licenza di disabilitare tutti i filtri tra il cervello e la bocca. In fondo Inside Out, ci mostra anche come i “Fatti” e le “Opinioni” siano impressi su tessere domino simili le une all’altra, “svelandoci” la ragione per cui spesso si confondano tra loro.
Ai fini della costruzione di un Sé solido, capace di fronteggiare in modo adeguato il mondo esterno e di sperimentarsi in modo efficace sul piano delle relazioni interpersonali, è necessario consentire all’espressione emozionale di essere variegata. Proprio come ci ricorda Tristezza quando ci spiega che “piangere tranquillizza e aiuta a focalizzare i problemi della vita”. E allora Inside Out ci invita proprio a considerare il benessere come una tavolozza ricca di colori con i quali è possibile creare infinite combinazioni cromatiche. E nella quale, talvolta sono proprio le sfumature a fare la differenza!

Annunci

7 pensieri su “Inside Out. La Versione pop delle Teorie Junghiane

  1. Mi hai fatto veni na cazza di voglia di vedere sto film…da solido Junghiano (non di professione ma di formazione culturale) mi hai lanciato ami di curiosità indelebili ( a proposito c’è il personaggio della curiosità?) 🙂

    Mi piace

  2. Dopo aver letto la sua recensione ho deciso di vedere il film. Temevo che le aspettative grandi che le sue parole mi avevano fatto sorgere sarebbero state deluse. Invece la volevo ringraziare per il suggerimento inconsapevole che mi ha dato e per la possibilità di parlare con le mie due bambine di emozioni in modo divertente e giocoso. La saluto!

    Mi piace

  3. L’ha ribloggato su maisenzaunlibroe ha commentato:
    Inside Out è una produzione Disney Pixar che quest’autunno ha avuto un grandissimo successo ai botteghini. A me è piaciuto moltissimo…così come mi è piaciuto il post di psichenessunocentomila che propone delle gustose riflessioni sulla pellicola …
    Buona lettura…

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...