La Coppia tra Mondo interno e Realtà esterna

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Nei rapporti di coppia sia le esperienza emotive e sessuali più appaganti, che i conflitti aperti o latenti più incendiari, dipendono fortemente dall’attivazione di specifiche relazioni oggettuali interiorizzate. A spiegare le dinamiche amorose attraverso questo assunto, ci hanno pensato voluminosi Manuali e complesse trattazioni teoriche di matrice post – Freudiana, tutte collocabili sotto l’etichetta di “Teorie delle relazioni oggettuali”. Tra i vari Autori, Otto Kernberg, così spesso citato in questo blog, ne rappresenta certamente uno tra i maggiori esponenti. Dopo essersi occupato a lungo di psicopatologia, arrivando a ridisegnare completamente il modo di fare diagnosi attraverso l’introduzione del concetto di organizzazione di personalità, fornendo criteri diagnostici specifici per la diagnosi di narcisismo e introducendo l’intervista strutturale, Kernberg ha spostato il riflettore sulle relazioni amorose, regalando ai clinici preziose lenti per guardare alle relazioni di coppia in modo nuovo, nonché utili strumenti per intervenire sulle relazioni patologiche.

Coppia “reale” e Coppia “rappresentata”

Fu durante la preparazione dell’esame in Psicologia Dinamica (cattedra con cui avrei poi deciso di discutere la mia Tesi di Laurea) che mi fu possibile approfondire il pensiero di Kernberg su questo tema, attraverso il suo lungimirante testo “Teoria della relazione oggettuale e clinica psicoanalitica”. Così mi furono chiari ben presto i motivi del “sovraffollamento” visibile in ogni relazione amorosa: prima che ciascuno entri in relazione con l’altro nella sua dimensione reale, entrambi i partner entrano in relazione con la rappresentazione mentale interna che ciascuno possiede dell’altro! Le reciproche rappresentazioni, a loro volta, sono intrise e “contaminate” dalle immagini mentali che ogni partner ha delle proprie figure genitoriali, nonché della loro relazione di coppia (dei genitori). Tali “Imago” influenzeranno inevitabilmente il comportamento di ciascun partner nei confronti dell’altro e andranno a costituire il substrato (sano o patologico) sul quale si evolveranno le dinamiche di coppia e nel quale troverà terreno più o meno fertile il conflitto relazionale. Il destino di una relazione sentimentale è pertanto strettamente correlato all’incastro dei reciproci mondi inconsci, come descrivevo in questo vecchio post.
Vi sono relazioni in cui la coppia “reale” fa l’amore, mentre quella che chiameremo impropriamente “rappresentata” litiga furiosamente; altre in cui quella “reale” si racconta favole a lieto fine giurandosi amore sui social network attraverso il profilo di coppia condiviso, mentre quella “rappresentata” accumula motivi di rancore da riscattare alla prima occasione favorevole; altre in cui quella “reale” esaurisce le energie nella lotta per il potere relazionale, mentre quella “rappresentata” si piega alla mercè di un inascoltato e antico bisogno di protezione.

Dipendenza affettiva e Narcisismo patologico

Ogni coppia è quindi formata non solo da due individui in carne ed ossa, ma anche dalle rappresentazioni mentali di ognuno e dalle aspettative relazionali di cui esse sono intrise: questo dato non solo non ha nulla di patologico, ma è una costante ineliminabile di ogni relazione di coppia. Basti questo per comprendere come, per quanto sia dolorosa la conclusione di una storia d’amore in cui avevamo investito tutte le nostre risorse emotive, convincersi che la colpa sia attribuibile esclusivamente all’altro, non ci aiuterà a superare l’angosciante vissuto di fallimento. Lasciarsi sedurre da decaloghi di dubbio valore scientifico per riconoscere nell’ex il vampiro affettivo o il manipolatore relazionale di turno, non ci restituirà la serenità perduta. Ricorrere a presunti “esperti” di relazioni di coppia che non hanno mai neppure conseguito il titolo in Psicologia, ma che con escamotage burocratici degni dell’Avv. Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, prescrivono ricette magiche per recuperare il femmineo (o la virilità) indebitamente risucchiati dalle fauci del mostro di turno, può solo aumentare quella sofferenza e quel sentimento di amarezza di cui pagherà il prezzo la prossima esperienza sentimentale!
Sia ben inteso: il narcisismo maligno è una realtà clinica consolidata e il sopracitato Kernberg con le sue acute teorizzazioni ne ha tracciato rigorosamente i contorni; è un dato acclarato altresì che talvolta il narcisismo patologico è associato ad alti livelli di psicopatia e la violenza di genere che purtroppo la cronaca nera ci racconta con atroce vividezza di particolari ogni giorno, ne è una drammatica testimonianza. Non tutte le rotture però (per fortuna!) possono essere annoverate in questa casistica. Spesso ciò che diviene decisivo è l’ostinata e perdurante negazione della “realtà” del partner, a favore della rappresentazione mentale che si possiede di lui; in altri termini, la rigida volontà di vedere nell’altro solo ciò di cui si ha bisogno (sulla base di motivazioni inconsce) e non ciò che l’altro vuole mostrare. Un fattore predittivo dell’evoluzione sana di una relazione amorosa risiede infatti, senza dubbio, nella capacità (di entrambi i partner) di raffrontare le proprie rappresentazioni mentali interiori con la realtà offerta dall’altro. È intuibile che per poter fronteggiare tale compito relazionale è necessario che ciascun membro possieda le risorse interiori e le competenze emotive (molte delle quali acquisite nei primissimi anni di vita), necessarie a tale fine. E’ altrettanto indubbio che nel caso in cui fossimo incappati in un soggetto affetto da narcisismo patologico o da altre patologie della personalità di area borderline, tali capacità sarebbero gravemente compromesse. Anche in questo caso però, potremmo decidere di riversare tutto il nostro comprensibile livore sull’altro, sulle sue figure di riferimento incapaci di farne un essere empatico e amorevole e sul destino infausto che lo ha messo sul nostro cammino; oppure potremmo scegliere di elaborare il dolore del lutto attraverso la consapevolizzazione e l’esplicitazione di quei bisogni profondi che hanno attivato quelle nostre relazioni oggettuali interiori, capaci di incastrarsi in modo catastroficamente perfetto con quelle dell’altro.

Quale Amore?

Quando mi si chiede cosa sia l’amore e come si possa stabilire chi dei due, all’interno di una coppia ami di più, sorrido mestamente: nessun sentimento è ascrivibile ad una definizione univoca, tantomeno può esserlo quello amoroso. Nessuno saprà mai cosa intenda il partner quando dice “ti amo”, né cosa intenda dire quando si rifiuta di pronunciarlo; nessuno potrà mai capire l’altro quando giura di “amare a modo suo”, si può solo decidere se accettare quel “modo” o rifiutarlo. L’unica certezza consiste nel fatto che dare per scontato che la nostra definizione d’amore coincida con quella dell’amato (o peggio, far di tutto per farla coincidere!) è il modo più veloce, più sicuro e meno indolore per inquinare il rapporto di coppia e spingerlo progressivamente verso la sua definitiva rottura!

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9 pensieri su “La Coppia tra Mondo interno e Realtà esterna

  1. È vero Dottoressa … Il rapporto di coppia dei nostri genitori , si riflettera’ inevitabilmente sulle relazioni di coppia che andremo a vivere. Per correggere ciò che è da ritenersi non sano e disfunzionale , bisogna lavorare profondamente su noi stessi. Mi chiedo però ci sono persone che hanno vissuto un infanzia non tanto bella, che avrebbero motivo di avercela con il mondo intero. .. Invece da adulti sono persone mentalmente sane!

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  2. Gentile Giovanna, non vi è alcuna relazione lineare tra i due aspetti che lei pone. Altrimenti sarebbe fin troppo facile trovare il bandolo della matassa. Il solo concetto di “mentalmente sano” meriterebbe un intero spazio in questo blog! In questo articolo https://psichenessunoecentomila.wordpress.com/2014/04/03/la-coppia-un-incastro-imperfetto-di-mondi-inconsci/ e in quest’altro https://psichenessunoecentomila.wordpress.com/2015/03/04/vuoi-giocare-con-me/ potrà però trovare utili spunti di riflessione.La saluto ringraziandola per questo e per i precedenti commenti e augurandomi di ritrovarla ancora in questo spazio. Se le fa piacere visiti anche la mia pagina Facebook. A presto!

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