Per tutte le volte che hai fatto l’Equilibrista insieme a me

Annarita Arso Psicologa Brindisi

Per tutte le volte che il tuo soffio sulle ginocchia sbucciate le faceva guarire.
Per tutte le volte che spingendo l’altalena mi permettevi di toccare la luna con un dito.  Per tutte le fiabe improbabili che mi hanno permesso di salutare con sicurezza la realtà per abbandonarmi nelle braccia di Morfeo.  Per tutti i consigli non richiesti che si sono rivelati decisivi nei momenti di difficoltà.
Per gli abbracci inaspettati, le coperte rimboccate, i giochi all’aperto, le poesie da imparare a memoria “come l’Ave Maria” altrimenti la maestra si arrabbiava. Per la vita da scoprire e le illusioni da abbandonare. Per i tuoi silenzi più eloquenti di qualunque conversazione. Per i tuoi sguardi clementi, le attese disattese e le soluzioni da inventare. Per la sabbia lasciata colare dal palmo della mano per farne un castello gotico che di artistico aveva solo il nome e di gotico l’aspirazione. Per le barbie con i capelli rasati che poi “che sarà mai è solo una bambola, quel cappello le starà bene”. Per tutte le margherite sfogliate insieme in attesa di quel principe che sarebbe arrivato per scrivere sulla sabbia, all’ingresso del castello, “e vissero felici e contenti”; perché “l’amore è una cosa bella”, lo dicono i poeti. “E’ dentro ogni cosa” basta crederci e niente farà più paura! Perché l’educazione sentimentale di allora non poteva prescindere da Lady Oscar e Candy Candy e allora tanto valeva sfogliare le margherite e credere nell’amore eterno.
Per le albicocche mangiate direttamente dall’albero, le bolle nel bicchiere con la cannuccia, gli omini sui vetri appannati della finestra quando fuori pioveva e dentro bastava il calore della tua voce per farmi sentire al sicuro. Per i bigliettini “ti vuoi mettere con me si no forse” che scivolavano via dal grembiule bianco e che fingevi di non vedere, perché l’intimità va sempre rispettata, soprattutto quella innocente di chi si appresta a conoscere la vita e lo fa iniziando a giocare con l’amore; che poi ci pensa il tempo a farci diffidare dell’amore e a dare infinite seconde possibilità alla vita. Per tutte le collezioni bizzarre che hai dovuto tollerare … dalle linguette delle lattine che come il picciolo della mela andavano girate su se stesse recitando l’alfabeto per svelare l’iniziale del fortunato pretendente, alle musicassette di Vasco perché avevo già imparato che “è tutto un equilibrio sopra la follia” con la bic per arrotolarne la pellicola quando si incastrava nel mangianastri.
Per tutte le volte che hai fatto l’equilibrista insieme a me sul ciglio del marciapiede come in cima ad un burrone e mi hai permesso di esercitarmi a farlo nella vita; imparando a restare in bilico sui miei pensieri senza lasciarmi trasportare dalla loro potenza, a controllare le mie emozioni senza lasciarmi travolgere dalla loro prepotenza, a soffocare le parole che avrebbero potuto ferire gli altri, ad alzare gli occhi verso il Cielo quando la sorte ci sottrae più di quanto meriteremmo.
Per tutte le volte che avrei voluto dirti queste cose, ma attendevo l’occasione giusta per farlo e poi l’occasione giusta tardava ad arrivare perchè il lavoro era intenso, le commissioni da portare a termine sempre troppe e il tempo a disposizione mai abbastanza.
Per il nostro Presente, in cui l’essere diventato genitore mi fa accantonare le scuse bizzarre e gli alibi improbabili. Perchè avere un figlio ti consente davvero di toccare la luna con un dito dal sedile di un’altalena, ti fa riscoprire l’essenza del tuo Io e ti mette in contatto con le tue radici profonde. E allora GRAZIE, grazie di cuore mamma per tutte le volte che hai fatto l’equilibrista insieme a me.

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Un pensiero su “Per tutte le volte che hai fatto l’Equilibrista insieme a me

  1. Grazie per avermi permesso di ricordare i miei “anni 80”: Il picciolo della mela che gira su se stesso recintando l'alfabeto lo avevo rimosso! A me si fermava sempre alla H … segno che la mia anima gemella non mi stava aspettando da nessuna parte! Era destino evidentemente!

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