L’Incastro di Coppia nella Dipendenza Affettiva

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Nella dipendenza affettiva è frequente individuare un circolo vizioso di sentimenti contraddittori. Tale ambivalenza affettiva è frutto di un conflitto psicodinamico: sull’idea di base che l’Altro sia il centro del proprio mondo, non di rado infatti, si contrappongono il bisogno di sfuggire al potere esercitato dal partner all’interno della relazione e quello di accondiscendervi incondizionatamente. Se da un lato, il potere esercitato dall’Altro, in qualunque forma esso si manifesti, è per il dipendente affettivo prova inconfutabile del suo amore e accondiscendervi masochisticamente è dimostrazione inconfutabile dei propri sentimenti, dall’altro diviene una gabbia Continua a leggere

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Il Femminicidio di Prato e la Logica del Possesso

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E’una calda mattina primaverile, un uomo sta facendo jogging nella tranquilla periferia di San Miniato nella provincia di Pisa e nei pressi di un parcheggio si trova improvvisamente davanti una scena raccapricciante. Sono i corpi senza vita di Federico Zini, calciatore di Serie D, ed Elisa Amato, commessa in un negozio di abbigliamento a Firenze. Due ex fidanzati, ex amanti. ex amici. Le loro ultime foto pubbliche insieme sui social risalgono allo scorso giugno e li mostrano sorridenti, giovani, ebbri di vita. La loro da qualche mese è una relazione finita, una di quelle che ci si lascia alle spalle prima di guardare avanti e proiettarsi con fiducia nel futuro sentimentale. E invece sembrerebbe che per Federico la fine di quella storia si fosse trasformata in un’ossessione infinita, qualcosa di inaccettabile, un pensiero fisso di cui liberarsi definitivamente. Così, dopo numerosi tentativi di riallacciare la relazione interrotta con la donna, decide che non resta che finirla con tre colpi di pistola prima di riservare l’ultimo proiettile a se stesso. L’arma è una pistola acquistata regolarmente dall’uomo solo una settimana fa, dopo aver ottenuto il porto d’armi per uso sportivo.

Era un Ragazzo Tranquillo 

Federico era un ragazzo solare, generoso e senza alcun senso di squilibrio“. A descriverlo così la presidente del Tuttocuoio, la squadra di calcio in cui giocava l’uomo. “L’ultima volta che ho visto Federico è stato giovedì” aggiunge. “Abbiamo parlato del rinnovo del contratto e di un’iniziativa con i bambini per la quale lui aveva dato massima disponibilità. Inoltre, sempre in settimana, era stato a cena con alcuni compagni di squadra. Federico era l’anima del gruppo e, nonostante il fatto che venisse da un infortunio, non ha mai mollato”. “Tranquillo come sempre”. Così i genitori di Federico Zini unendosi al coro incredulo, descrivono il figlio ricordando la cena insieme della sera precedente. “Rideva e scherzava” dice la madre “era tranquillo, ha giocato con il cane. Non mi sono accorta di niente, non mi ha neppure dato l’impressione di avere dei pensieri“.
Sembra una storia già letta, un drammatico resoconto già sentito decine di volte, eppure è l’ultimo caso di cronaca risalente solo a poche ore fa. L’orrore dietro un’apparente normalità. Finali tragici, vite spezzate per mano di chi, incapace di elaborare un seppur doloroso abbandono, preferisce ergersi a Giudice Supremo e scrivere le battute finali di un capitolo che non riesce a chiudere. L’Altro come un oggetto perduto da tornare a possedere ad ogni costo oppure da annullare definitivamente affinché non corra il rischio di diventare di qualcun altro. “Federico pedinava mia sorella. Non è vero che Federico fosse un ragazzo tranquillo. C’erano le avvisaglie, c’erano tutte, mia sorella ne era consapevole anche se forse non abbastanza”. Queste le parole rilasciate dalla sorella di Elisa Amato a SkyTg24 . “Quello che è successo non è stato un raptus di follia: Federico aveva già programmato tutto, ce l’aveva in testa da tempo. Abbiamo più volte cercato di convincere Elisa a fare denuncia per stalking, ma lei non lo ha mai fatto per ingenuità, perché gli voleva bene e non voleva farlo soffrire. E’ stato un errore suo e nostro“, ha dichiarato a conclusione.

Amore e Possesso

Sembra l’ennesimo tragico epilogo di una storia in cui il vissuto del possesso s’incarna in quella che potremmo definire l’esperienza emotiva della proprietà privata, della logica del “mi riapproprio di qualcosa che era mio e che non sono disposto a perdere”. Quello che accade nella mente di questi uomini è il frutto di un’incontenibile e primordiale frustrazione che li porta a vivere la separazione come un attacco al proprio ruolo di padrone. Vi è da un lato l’incapacità di accettare la reciprocità e l’alterità come elementi chiave di una relazione adulta, dall’altro una sorta di inconscia sovrapposizione tra la relazione affettiva e un territorio di caccia dove le logiche del possesso e della violenza spesso si confondono. “Anche qui, come in altri campi” ha commentato il capo della polizia Franco Gabrielli dopo questo nuovo femminicidio “c’è una questione culturale: fino a che ci sarà una concezione proprietaria delle persone e degli affetti queste tragedie continueranno ad esserci”.
Sulla scorta delle intuizioni baumaniane circa la “liquidità dei legami” attuali, l’ipotesi di fondo è che la cultura delle relazioni e il riconoscimento del bisogno di appartenenza risultino oggi drammaticamente devastati e impoveriti e che la coppia sempre più spesso si presti a diventare un luogo pericolosamente idealizzato dove riversare un’affettività sempre più ambivalente e ingorgata. Se è vero, come la Letteratura clinica insegna, che la fine di una relazione sentimentale abbia molti punti di contatto con un lutto da elaborare, sembrerebbe che nell’evolversi di questi amori malati la rabbia fatichi ad essere incanalata in modo funzionale e venga quasi esclusivamente trasformata in desiderio di sopraffazione finalizzato a negare il proprio sentimento di inferiorità e ad allontanare quei vissuti depressivi fondamentali per elaborare l’abbandono. In molti delitti di questa natura sembrerebbe essere proprio il fantasma della fragilità il nemico numero uno da combattere. Sono storie in cui troppo spesso ĺ’amore viene confuso con il possesso. Eppure sono opposti nell’essenza. L’amore è l’essenza del Noi. Il possesso quella dei più beceri istinti dell’Ego.

La Madre sufficientemente Buona

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L’espressione di madre “sufficientemente buona” la si deve ricondurre ad un noto pediatra inglese del secolo scorso, Donald Winnicott, che agli albori della sua carriera medica, si avvicinò a quello che era allora il nuovo campo della psicoanalisi. Winnicott, risultò ben presto una voce fuori dal coro nell’atmosfera culturale del suo tempo, tanto resistente all’espressione emotiva e alla riflessione interiore. Probabilmente il rapporto conflittuale con la figura paterna e la depressione da cui era affetta la madre lo spinsero presto ad interrogarsi sulle conseguenze delle interazioni tra il bambino e le figure affettivamente significative, sul suo sviluppo identitario. Winnicott puntò i Continua a leggere

Ho bisogno di Leggerezza per volare al di sopra delle Cicatrici

Psiche Nessuno e Centomila

Avevo l’impressione di essere fuori posto. E mi ero convinta che nessuno fosse in grado di capirmi. Sembravano tutti presi dai loro impegni, intenti a raddrizzare progetti di vita che si stavano rivelando meno rosei delle aspettative che li avevano partoriti. Tutti sicuri di loro stessi, fieri di ostentare autostima comprata a saldo in un discount di periferia.
Sembrava che io fossi l’unica ad avere dubbi, incertezze, la sola a provare un senso di fallimento per tutti i No che non ero riuscita a dire. L’unica che volesse prendersi una vacanza da sé stessa e da tutti i pensieri che si aggiravano nella testa in attesa di Continua a leggere

Il caso di Cisterna di Latina e l’Oggettivizzazione della Donna

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Antonietta Gargiulo aveva chiesto aiuto a chiunque: alle Forze dell’Ordine, al parroco del paese, ad un gruppo di preghiera, ad un Centro antiviolenza, ad un avvocato per avviare le pratiche della separazione. Aveva anche fatto un esposto contro suo marito presso la Questura di Latina e infine si era rivolta a quel Dio a cui era così devota e al quale chiedeva una mano tesa nei momenti di maggiore sconforto.
Quando ha capito che la moglie non sarebbe tornata indietro sui suoi passi, Luigi Capasso ha iniziato a minacciarla, a perseguitarla, a umiliarla senza che chi avrebbe potuto e dovuto, muovesse un dito per fermarlo. Una Commissione aveva sottoposto il Continua a leggere

Ci vorrebbe un Mondo a misura di Bambino

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Noi bambini viviamo in un mondo adulto, progettato dagli adulti, a misura degli adulti. Si tratta di un mondo che spesso ci sta stretto. Non abbiamo spazi adeguati per giocare né scuole adatte a favorire l’apprendimento. In qualche caso neppure tempo libero in cui omaggiare la noia, stendendoci sul pavimento con lo sguardo verso il soffitto e i pensieri in disordine, senza nessun risultato da conseguire o compiti da portare a termine. Qualche volta non abbiamo neppure cassetti abbastanza ampi per mettere in ordine le nostre emozioni, né qualcuno che ci insegni qualche tecnica per la disostruzione delle tristezze. Se proviamo a mostrare la nostra rabbia ci viene detto Continua a leggere

Il Narcisismo Digitale

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Il narcisismo ha di per sé un’accezione positiva: indica l’amore sano e legittimo per se stessi. Perde tale connotazione quando si lega ad un bisogno abnorme di attenzione, affermazione, apprezzamento, gratificazione esterna. Quando cioè si traduce in un modo ego-riferito di stare al mondo, strettamente legato ad un vissuto di superiorità e al bisogno di ottenere riscontro e gratificazione da parte di un pubblico plaudente. L’Io allora diviene il prevalente o unico oggetto di investimento libidico e la relazione con l’altro viene relegata sullo sfondo a vantaggio dell’affermazione di Sé. Si tratta di un’alterazione del rapporto Io/Altro. Il narcisista patologico è bulimico di approvazione Continua a leggere

La Vicenda di Cassino e il Patto di Fiducia tradito

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E’ di questi giorni la notizia che un’adolescente di Cassino avrebbe confessato ad un’insegnante i presunti abusi subiti dal padre, affidando la sua drammatica confessione a un tema in cui le si chiedeva di immaginare di confessare alla madre tutto ciò che non aveva mai avuto il coraggio di dirle. La proposta didattica avrebbe così consentito alla minore di sollevare il pesante coperchio sul vaso di Pandora che celava l’orrore con cui da tempo faceva i conti. A seguito di tale confessione, la scuola avrebbe poi segnalato il caso alle Autorità competenti dinanzi alle quali la quattordicenne avrebbe confermato quanto riferito nello scritto scolastico. La testimonianza avrebbe Continua a leggere

La Depressione come una Donna in Nero

Psiche Nessuno e Centomila

Sulla depressione, sui suoi sintomi e sulle cause multifattoriali, sono state scritte pagine voluminose. Oramai possediamo strumenti adeguati per diagnosticarla e disponiamo di Manuali straripanti di criteri diagnostici per differenziarla. Sullo sfondo, la necessità di avviare una battaglia culturale che sposti il fulcro della questione dalla depressione come problema alla depressione come possibilità. Un invito alla riflessione affinché, piuttosto che distribuire farmaci per contenerla provando a risanare il meccanismo biochimico inceppato, la nostra società impari a prestare attenzione alle parole strozzate dal silenzio. Quel silenzio che quando diviene fin troppo logorroico Continua a leggere

Oltre il 25 Novembre

Psiche Nessuno e Centomila

Ci risiamo. In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Rete pullula di post inneggianti il rispetto della figura femminile e il ruolo strategico ricoperto dalla donna nella Storia. Si moltiplicano le pubblicazioni di biografie di menti femminili che hanno inciso in modo considerevole nel mondo della Medicina, della Letteratura, della Scienza e di volti che sono stati insigniti di ambìti Premi nel campo dell’Arte, del Cinema, della Moda. Si intensificano dentro e fuori il Web iniziative di sensibilizzazione sul tema, si organizzano eventi mirati nelle scuole e nelle piazze, si decorano finestre e portoni con enormi fiocchi rossi e si inaugurano da Nord a Sud Continua a leggere